Prendi i soldi e resta
di Serena Brugnolo, Non più statalista come in Francia, non (ancora) capitalista come negli Stati Uniti, l’industria cinematografica italiana si fa glocal, ottenendo finanziamenti da produttori stranieri o, come sempre più spesso accade, dagli enti regionali (vedi, LA PRIMA COSA BELLA di Paolo Virzì o L’UOMO NERO di Rubini, realizzati rispettivamente con il contributo di Toscana e Apulia Film Commission). Segno che, almeno sul grande schermo, il federalismo è già realtà
