State of Tara

 

Fabio Vittorini

Per decenni la tv made in Usa ci ha proposto immagini in technicolor di famiglie allegre e concordi, capitanate da genitori equilibrati e affettuosi. Chi non ricorda serie ormai mitiche come La famiglia Bradford e La famiglia Brady? Chi non ricorda quell’alone di “normalità” incorruttibile o comunque destinata e essere sempre ripristinata? Al presente le cose non stanno più così: vediamo madri che smerciano erba (Weeds), fratelli serial killer (Dexter), padri che si fanno di metamfetamine (Breaking Bad) e club di casalinghe svitate (Desperate Housewives). Dietro le porte chiuse delle case americane ogni cosa sembra essere diventata possibile, ed è probabile che si tratti di qualcosa di perverso, illegale, segreto, ma, sembrano dirci queste nuove serie, sempre umano, troppo umano. L’ultima arrivata, a liberarci dai sorrisi stucchevoli stile Brad(y)ford, è United States of Tara, prodotta dal network Showtime, nata da un’idea di Steven Spielberg, sviluppata da Diablo Cody (premio Oscar 2008 per Juno), in onda sul canale Mya di Mediaset Premium, il mercoledì alle 21. La serie racconta di Tara Gregson (Toni Collette: Le nozze di Muriel, Il sesto senso, Little Miss Sunshine), sposata con Max (John Corbett) e madre di due figli adolescenti, Marshall, gay dichiarato e innamorato di un compagno di corso, e Kate, problematica, dal look bizzarro, la cui vita sessuale disinibita le è valsa la fama di “sgualdrinella della scuola”. I problemi dei figli e il lavoro del marito sono cause di grande stress per Tara, che si ritrova a soffrire di un disturbo dissociativo che genera in lei quattro distinte personalità, di cui i suoi familiari sono perfettamente a conoscenza: T, adolescente fumatrice di erba, amante dello shopping, complice con la figlia Kate e molto seduttiva con Max (che però ha promesso a Tara di non fare sesso con i suoi alterego); Alice, casalinga americana in perfetto stile anni 50, moralista, patriottica e religiosa, intollerante verso la natura libertina di Kate, convinta di essere la personalità principale e anche lei seduttiva con Max (da cui vuole un suo bambino, considerando Kate e Marshall come figli di Tara); Buck, unica personalità maschile, reduce della guerra in Vietnam, rozzo motociclista omofobo, amante delle armi e alcolizzato; Gimme, alterego misterioso e invisibile, creatura fantastica con comportamenti animali (urina addosso alle persone). Le gag prodotte dai passaggi di personalità sono irresistibili. Da non perdere.