Non sono mai passate di moda, eppure, negli ultimi tempi le “corna” sono tornate prepotentemente alla ribalta, tanto al cinema (vedi il ritorno di fiamma tra Meryl Streep e il fedifrago Alec Baldwin di È COMPLICATO o la passione clandestina tra Pierfrancesco Favino e Alba Rohrwacher in COSA VOGLIO DI PIÙ), quanto nelle pagine di cronaca (non solo rosa), riempite dagli intrighi sessuali di personaggi famosi (David Letterman, Tiger Woods e John Terry, solo per citare gli ultimi). Comune denominatore? Tutti sposati. E ricchi. Perché l’infedeltà costa caro
Spesso, alla base di un tradimento c’è il desiderio. La realtà è talmente noiosa, che il tradimento finisce col rappresentare il sogno, una via di fuga. Il desiderio, quindi, non è solo sessuale, ma diventa un bisogno generico di evasione: la scoperta di un nuovo mondo, il tentativo di spostare i confini più in là. Nell’impossibilità di varcare quelli ristretti della propria città, della propria vita, ci si permette - novelli Cristoforo Colombo - di relazionarsi a un nuovo corpo, a una nuova mente, a un’esistenza diversa dalla propria. Ma se il desiderio è, da tempo immemore, il motore iniziale che guida il tradimento, oggi stanno cambiando sia le dinamiche di comportamento sia l’oggetto stesso del desiderio. Il cinema - contenitore mediatico che rimanda o anticipa i costumi - lo dimostra ancora una volta, sfornando in questi mesi una serie di titoli che attualizzano il tradimento, confondendone le regole. Negli anni 40 e 50 il tradimento, al cinema, faceva quasi sempre rima con tormento, un tormento infuso a profusione nei mél e nei film drammatici. Gli uomini sempre un po’ babbioni, le donne passionali, cupe, come Barbara Stanwyck, emblema della dark lady spregiudicata in La fiamma del peccato di Wyler o come la nostra Yvonne Sanson che, in quei melodrammoni alla Matarazzo, tradiva o veniva tradita, ma finiva sempre con l’essere punita. Era tutto molto lineare, semplice, i ruoli riposantemente stereotipati. Poi sono arrivati gli anni 70 e le gioie disinvolte della rivoluzione sessuale; gli anni 80 con la sessuofobia post-Aids.
Oggi, i film sul tradimento sono più complessi e, soprattutto, la punizione o la beatitudine non sono più così scontate. È complicato non a caso è il titolo dell’ultimo film di Nancy Meyers con Meryl Streep. L’idea di fondo della commedia è che non si tradisce più “il” marito, ma “con” l’ex-marito. Non si viene meno ai doveri del matrimonio, ma alla propria guadagnata singletudine. L’altra novità è che sono gli ultra cinquantenni i protagonisti del “misfatto”. Nel film, Jane, una matura divorziata che ha trascorso dieci anni a costruirsi una vita piena e soddisfacente, diventa appunto l’amante dell’ex marito. Anche se non può fare a meno di ammettere che la cosa “è molto molto divertente” (e infatti se la spassa accettando con saggezza un insperato rinnovo del desiderio sessuale), ogni tanto avverte il peso della coscienza. Ma, in questi casi, c’è sempre l’ex marito - un irresistibile Alec Baldwin risposato infelicemente con una moglie molto più giovane - a rassicurarla: “Siamo stati sposati per diciannove anni, quello che facciamo ora non può essere tanto sbagliato”. Il ragionamento non fa una piega e dimostra che, nella moderna gradazione dell’infedeltà, i contorni sono decisamente più sfumati. A giudicare dagli ultimi film, l’adulterio è tanto più interessante quanto più diventa una faccenda di mezza età. Lo dimostra il film svedese Una soluzione razionale di Jörgen Bergmark (già sceneggiatore di Kitchen Stories), dove i protagonisti sono anzianotti, panzuti e non molto glam, insomma molto lontani dal mondo wasp del film di Nancy Meyers. Eppure, con grande dignità e, soprattutto, con commovente slancio sperimentale, i quattro tentano di sbrogliare una vicenda di corna fra le più classiche: lui che si innamora, ricambiato, della moglie del suo migliore amico. Considerando il fatto che, a una certa età, non si può pretendere di fare sesso sempre con lo stesso partner, le due coppie decidono di affrontare la cosa a viso aperto, cercando insieme una “soluzione razionale” al loro problema. Vanno a vivere tutti sotto lo stesso tetto, con l’intenzione di seguire una sorta di decalogo del tradimento sentimentale. Ma l’innamoramento, sentimento illogico e irrazionale per definizione, può mai essere definito a tavolino? La questione posta da Una soluzione razionale ed È complicato è tra le più reali. Con l’allungarsi delle aspettative di vita, come si può sperare di restare insieme alla stessa persona per trenta, quaranta o cinquant’anni!? Se da giovani s’inizia una storia con l’idea che durerà “per sempre”, con l’avanzare dell’età ci si rende conto (non senza un pizzico di malinconia) che le insidie sono tante e il tradimento la risposta più semplice a ognuna di esse. Siamo sinceri: oggi l’anniversario delle nozze d’oro non se lo può più permettere nessuno, visto il prezzo sempre più alto di un lingotto. Eppure, l’infedeltà può costare anche di più. Lo sa persino il nostro premier Silvio Berlusconi. Quando i legali di Veronica Lario hanno fatto le loro richieste (3,5 milioni di euro al mese, per risarcirla dei tradimenti del marito 72enne), l’uomo più potente d’Italia ha risposto con un’offerta massima di 300mila euro, conscio che, per la spesa al supermercato, dovrebbero bastare. Anche al re del talk show americano David Lettermann la tresca con una collega costerà un bel po’, soprattutto perché ha deciso di confessarla nel corso di una puntata del programma. Quanto gli avrà chiesto sua moglie, dopo essersi vista sputtanata in tv davanti a milioni di spettatori? Non ci è dato saperlo. Invece sappiamo quanto ha chiesto a Tiger Woods la consorte Elin Nordegren: trecento milioni di dollari per riaversi dallo shock delle sue diciotto amanti (una più, una meno). Shock reso ancora più forte perché l’uomo è stato preso in giro sui giornali di tutto il mondo, e il suo nome ormai viene indelebilmente associato alle cliniche del sesso. Persino sul palcoscenico di Piero Chiambretti, una delle sue ex amanti l’ha definito con convinzione “un porco”. Gli italiani che in quel momento si stavano godendo lo spettacolo avranno senz’altro accolto l’epiteto con sorniona cattiveria. Tutta gente con la coscienza pulita? Difficile, considerato che, secondo le statistiche, il tradimento è una pratica che, in Italia, viene attuata da sette coppie su dieci. Se stiamo parlando anche di soldi è perché “è impressionante il legame che c’è fra mezzi economici ed emotività”, come ha dichiarato il regista Silvio Soldini. Lo ha fatto parlando del suo ultimo lavoro, Cosa voglio di più, in cui però i denari non abbondano, anzi. Nel film, Pierfrancesco Favino e Alba Rohrwacher sono alle prese con un amore clandestino che si scontra contro il mutuo da pagare e le spese per i figli. La povertà incide anche sulle faccende di corna? Parrebbe di sì, visto che, come recita la sinossi del film, “è difficile abbandonarsi alla passione se una camera di motel ti costa 50 euro a incontro”. Gli incontri amorosi diventano una spesa, quasi come andare a puttane. È crudo dirlo, ma è così. E, poiché la maggior parte degli italiani di questi tempi non ha grandi possibilità economiche, finisce che l’amore fa la conta degli spiccioli. Siamo al 23° posto nella classifica degli stipendi in Europa: questa situazione finirà per ledere anche la fama del latin lover italico. Quasi quasi sembra che il tradito, nel cinema dei tempi moderni, sia quello messo meglio. Liberato dall’umiliazione di essere solo un cornuto, non gli rimane che utilizzare il torto subìto come una forma di evoluzione, il punto di partenza per ricominciare una nuova vita, inventare un nuovo sé. Il meccanismo non è una novità, ma in Basta che funzioni di Woody Allen diventa il modo per risolvere non una, ma ben tre esistenze: quella del protagonista, l’anziano e misantropo Boris Yellnikoff, tradito dalla giovanissima moglie Melodie; quella della madre di Melanie che, tradita dal marito, si reinventa come artista e si gode le gioie di un ménage à trois; infine, quella del marito fedifrago che, abbandonato anche dall’amante, scopre finalmente la sua omosessualità latente. Basta che funzioni insegna che l’importante è cercare di prendere quanto di piacevole la vita offre, “purché funzioni”… E, tutto sommato, il film di Allen è anche molto allegro. Così come allegre (almeno per noi) sono le storie degli sportivi, soprattutto quelle dei calciatori inglesi. Dopo le mille e conclamate scappatelle del rossonero David Beckham, recentemente è stato il (già) capitano della nazionale inglese, John Terry, a tradire la moglie con la fidanzata di un collega, mettendo in imbarazzo l’intera nazionale e l’allenatore, l’italianissimo Fabio Capello, che “dopo giorni di esitazioni, ha impiegato solo dieci minuti per togliere la fascia al disonorevole capitano dell’Inghilterra’’, così come riportato dalla stampa d’Oltremanica. I commentatori (sportivi e non) hanno condiviso la scelta di sostituire John Terry con Rio Ferdinand. Ma i matrimoni resistono alle scappatelle dei coniugi? Dipende. Victoria e David Beckham ce l’hanno fatta. Se, però, con il tradimento si mette in discussione non solo il proprio partner, ma l’intero stile di vita che si è scelto, le cose si complicano. Kristin Scott Thomas, protagonista di L’amante inglese, sceglie un’esistenza diversa tradendo il marito gelido e conservatore con un rozzo ma sensibile operaio spagnolo. Gli esiti non saranno facili per nessuno. Il tradimento cupo e sofferente sembra essere rimasto prerogativa dei giovani fra i trenta e i quarant’anni, quelli della “generazione Muccino”. Anche in Baciami ancora il tradimento si compie fra ex coniugi, ma la relazione fra Stefano Accorsi e Vittoria Puccini non ha nulla della leggerezza di È complicato. E, soprattutto, evoca l’illusione che si possa tornare insieme, dopo essersi traditi a lungo e con rabbia. Forse non è un caso che la sigla finale del film sia cantata da Lorenzo Cherubini alias Jovanotti: anche lui, qualche tempo fa, passò sotto le forche caudine dell’adulterio compiuto dalla compagna Francesca. E in un’intervista dichiarò: “Alla fine abbiamo capito che non può esistere una grande storia d’amore senza un tradimento”.
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Eduardo Gabbriellini e Tilda Swinton in Io sono l’amore di Luca Guadagnino, nei cinema il 19
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David Letterman confessa in tv le sue scappatelle
Le frequentazioni con trans di Piero Marrazzo diventano oggetto di ricatto e lo costringono alle dimissioni da governatore del Lazio
John Terry perde la fascia di capitano della nazionale inglese per una relazione con la fidanzata di un compagno di squadra
Tiger Woods finisce in buca per colpa di diciotto amanti
Le scappatelle di Carlo (Stefano Accorsi, nella foto con Vittoria Puccini) al centro di Baciami ancora (e, dieci anni prima, in L’ultimo bacio)
La convivenza “sperimentale” dei protagonisti della pellicola svedese Una soluzione razionale.
Claude Jade e Jean-Pierre Léaud nel film del 1970 di François Truffaut Non drammatizziamo ... è solo questione di corna.
Sempre del maestro francesce, un classico del “genere”: Jules e Jim (1961), con Oskar Werner e Jeanne Moreau
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attore protagonista
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