Il profeta
Con
Nick drink
Malik El Djabana viene rinchiuso in carcere, per rimanerci sei anni. Inesperto ma tutt’altro che ingenuo, il ragazzo si lega al vecchio boss della mafia corsa (un eccelso Niels Arestrup). Vincitore del Gran Premio della Giuria a Cannes, Il profeta (nelle sale italiane il 19 marzo) è favorito nella corsa all’Oscar per il miglior film straniero, assieme a Il nastro bianco di Haneke, Rahim, 28enne francese di origini algerine, ha poca esperienza e grande talento. E il ruolo era impegnativo, perché richiedeva doti drammatiche e un grande appeal muscolare: Tahar si è preparato a lungo, documentandosi sulla vita nelle carceri e tenendosi in forma. Ora è pronto per il lancio mondiale. Se l’Oscar finirà dietro le sbarre, l’autore Jacques Audiard (Tutti i battiti del mio cuore) dovrà anche ringraziare la fortuna: lui e Rahim si sono conosciuti per caso nell’auto di un comune amico. Profetico.
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attore protagonista
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