Nick
Copyright © 2009 Nickmagazine, all rights reserved.
Ri.Do. srl PI 05830550967
Martini Dry
"Mi chiamo Salmon, come il pesce. Nome di battesimo: Susie. Avevo quattordici anni quando fui uccisa, il 6 dicembre del 1973. Negli anni 70, le fotografie delle ragazzine scomparse pubblicate sui giornali si somigliavano quasi tutte: razza bianca, capelli castano topo. Questo era prima che le foto di bambini e adolescenti di ogni razza, maschi e femmine, apparissero stampate sui cartoni del latte o infilate nelle cassette della posta. Era quando ancora la gente non pensava che cose simili potessero accadere". Comincia così Amabili resti, il romanzo pubblicato nel 2002 dalla scrittrice americana Alice Sebold, che divenne immediatamente un best seller e che due anni prima, quando l’autrice era appena a metà stesura, era già stato acquistato per la riduzione cinematografica da Film Four, che voleva affidarne la regia a Luc Besson. Poi Film Four fu chiusa, il progetto passò di mano in mano, fino ad arrivare a Peter Jackson. Uscito in America a dicembre, Amabili resti arriverà in Italia il 5 febbraio 2010. Le “bellissime ossa” del titolo originale (The Lovely Bones) sono quelle di Susie, violentata e uccisa prima che la storia cominci, che da un “Cielo” disadorno (una sorta di Limbo dal quale Susie potrà uscire solo quando riuscirà a staccarsi completamente dalla sua vita terrena) racconta la propria morte e ne osserva per anni l’effetto sui componenti della sua famiglia, la sua amica del cuore, il compagno di scuola che le piaceva, il suo stesso assassino, che continua a uccidere e che la polizia identifica solo verso la fine del libro. Una storia sospesa tra fantasmi, orrori, slanci di tenerezza e abissi di disperazione, tessuta sul filo della difficoltà della maturazione e della crescita, delle fantasie, spesso terribili, dell’adolescenza. Se pensiamo a Creature del cielo, il film sul matricidio compiuto da due giovani neozelandesi (ispirato a un famoso caso giudiziario) realizzato nel 1994 da Peter Jackson, ci accorgiamo di quanto Amabili resti sia vicino alle sue corde profonde, sospese tra fantasia e realtà, tra orrore e favola. Anche Amabili resti è in qualche maniera ispirato a una storia vera. A dicott’anni, durante il suo primo semestre alla Syracuse University, Alice Sebold fu assalita, picchiata e violentata da uno sconosciuto. Solo dopo molto tempo, alla fine degli anni 90, riuscì a raccontare in forma letteraria la propria esperienza e intitolò il libro Lucky (fortunata), da quello che le aveva detto un poliziotto: "Nella galleria in cui fui violentata, ex ingresso sotterraneo di un anfiteatro da cui gli attori irrompevano sulla scena passando sotto le gradinate del pubblico, una ragazza era stata uccisa e smembrata. Me lo disse la polizia. Al confronto, dissero, io ero stata fortunata", racconta la Sebold nella prefazione di Lucky. Amabili resti è quasi un omaggio a quella vittima sconosciuta, alla quale l’autrice cerca di dare finalmente pace, mentre fa faticosamente i conti con il suo passato traumatico.
leggi tutti i commenti