Hachiko: il tuo migliore amico
Con
Il cinicko
Che ne pensi di Hachiko? Che è un film pericoloso... Come come come? Sì, una storia dolce dolce ma che nasconde, nel suo oceano di tenerezza, anche qualche ombra insidiosa. La storia di Hachiko è conosciuta a chiunque abbia avuto in qualche modo a che fare con il Giappone. Se hai provato almeno una volta a inerpicarti nello studio della lingua nipponica (auguri vivissimi), ti sei cuccato sicuramente anche un testo semplice semplice con Hachiko il cane fedele (Chuuken Hachikou) come protagonista. Se invece sei passato almeno una volta per Tokyo, sei sbucato per certo su quella che informalmente (si ricordi che in Giappone strade e piazze sono senza nome) qualcuno chiama Hachiko Square - la piazza più centrale di Shibuya, quella dove campeggiano megaschermi grandi come palazzi. Quella di Lost in Translation col dinosauro video gigante, era finita pure sulla locandina americana... Lì ancora oggi troneggia la statua del cane Hachiko, con l’inevitabile accozzaglia di turisti, che inteneriti dal paragrafo che la Lonely Planet dedica al cagnolino, si ammassano a guardarla. Tutto questo per dire che... Quella statua fu eretta per la prima volta nel Giappone militarista prebellico. Era il simbolo della fedeltà cieca e assoluta che i sudditi dell’Impero del Crisantemo dovevano tener presente in ogni momento della loro vita. La storia, ne parlò l’antropologa Ruth Benedict nei suoi studi, finì nei testi scolastici per i ragazzini giapponesi. Ai bambini si insegnava fedeltà totale. Praticamente, parte del programma culturale che produsse prima il fanatismo militar-espansionista nipponico, poi i kamikaze. Urka, sei drastico, esageri come sempre! Non è la prima volta che il Gere si associa a estremismi orientali. Cioè? Pensa all’ultimo spot, quello che fa incazzare i cinesi. Una macchina che da Hollywood arriva nel suo adorato Tibet. Credi che il Buddismo Mahayana di rito Gelupa, quello del bel Richard e del suo Dalai Lama, sia una cosa leggerina? Ci sono riti a base di grasso umano e altro in cui si suonano flauti fatti con ossa di cadavere. Tutte cose che il divo cioccolataro non dice... gli avrebbero concesso di finanziare la creazione del centro buddista in Toscana altrimenti? Ma stavamo parlando di Hachiko, che è solo la storia di un povero cane. Qui infatti sorge la domanda: ma a Richard Gere non piaceva - secondo una gettonatissima leggenda urbana - un altro animale domestico, ovverosia il criceto? (google: richard+gere+criceto)

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